La Grotta di San Giovanni a Domusnovas è una galleria naturale lunga circa 850 metri, scavata dall’acqua nel calcare del Sulcis-Iglesiente e attraversata da una vera strada. Per più di un secolo ci sono passati carri e automobili. Oggi la si percorre solo a piedi, da un ingresso all’altro, con il rumore dell’acqua che gocciola dalla roccia e la luce che cambia a ogni curva.
L’ho attraversata tutta per la prima volta a ottobre 2026, ma conosco questa grotta da tanti anni. Prima mi spingevo dentro per una decina di metri, finché c’era luce, senza mai trovare il coraggio di percorrerla per intero. Allora l’ingresso era libero: trascorrevo piacevoli domeniche con il gruppo di arrampicata e ogni tanto mi affacciavo, incuriosita.
L’impatto, appena entri, è lo stesso di allora: fresco e umido. Solo che adesso le luci rendono piacevole andare avanti e scoprire la grotta fino in fondo.
Ho deciso di non parlare. Ho acceso la camera, ho tenuto il passo lento e ho lasciato che fosse la grotta a fare il racconto. Ne è nato un silent walk in 4K di poco più di mezz’ora, senza voce e senza musica: solo i suoni del posto. Lo trovi qui sotto, ed è il modo più onesto che ho per mostrarti com’è camminare là dentro.
Ho scelto il silenzio perché questa grotta racconta da se la storia della Sardegna. Ho preferito leggere i cartelli informativi e godermi la bellezza della natura più selvaggia.
- Cos'è la Grotta di San Giovanni
- Un po' di storia: dal rifugio preistorico alla strada delle miniere
- La mia passeggiata nella grotta
- Grotta di San Giovanni: informazioni pratiche
- Quanto tempo dedicare alla grotta
- Cosa vedere nei dintorni di Domusnovas
- Mappa
- Domande frequenti sulla Grotta di San Giovanni
- Uscire dalla grotta
Cos’è la Grotta di San Giovanni
È una grotta carsica di attraversamento: il torrente che l’ha scavata ha aperto un passaggio da una parte all’altra della montagna, tra Domusnovas e la valle di Oridda, ai margini della foresta del Marganai. La galleria principale misura circa 850 metri. Contando anche i rami secondari, lo sviluppo complessivo arriva a quasi 4 chilometri.

La particolarità sta nella strada. È considerata la grotta carrozzabile più lunga del mondo ed è l’unica in Italia che si attraversa percorrendo una strada asfaltata. Le auto ci sono passate fino al 1999, quando la grotta è stata dichiarata monumento naturale e chiusa al traffico. Da allora è un luogo da attraversare a piedi.
Dentro, l’illuminazione accompagna le pareti senza appiattirle. Ci sono stalattiti e grandi colate di calcare, ma colpiscono di più le dimensioni della galleria, le vaschette di calcare vicino all’uscita nord e il letto del torrente che corre accanto alla strada. Di solito è asciutto, ma dopo le piogge invernali può tornare a scorrere, e a volte la grotta viene chiusa per allerta meteo.


Un po’ di storia: dal rifugio preistorico alla strada delle miniere
La grotta è stata abitata e usata come riparo molto prima della strada. Al suo interno sono stati trovati ceramiche e oggetti che vanno dal Neolitico all’età bizantina. I due ingressi erano chiusi da mura ciclopiche preistoriche, forse i resti di una fortificazione: i viaggiatori dell’Ottocento le descrissero con stupore, tra loro il generale Alberto La Marmora e padre Vittorio Angius. Qualche resto si vede ancora, soprattutto vicino all’ingresso sud.
Nel 1866 il conte Pietro Beltrami avviò la costruzione della strada, completata poi da Gaetano Semenza. Serviva a collegare Domusnovas con la valle di Oridda e le sue miniere, per portare a valle il minerale. Per costruirla si usò anche la pietra delle mura ciclopiche e di una piccola cappella di origine bizantina dedicata a San Giovanni, che si trovava dentro la grotta e da cui viene il nome. Oggi una chiesetta intitolata al santo accoglie chi arriva, accanto all’ingresso sud, oltre un ponticello sul torrente.
Un ramo laterale porta il nome di Su Stampu de Pireddu: secondo la tradizione, qui si nascondeva il bandito Pireddu. È chiuso da un cancello per proteggere la fauna di grotta.
Camminando ho notato i resti delle mura e qualcosa che somigliava a una piccola chiesa. O forse l’ho solo immaginata, sapendo che la cappella bizantina qui dentro non c’è più da oltre un secolo. In una grotta così rara e silenziosa i pensieri corrono veloci, e basta un muro di pietre per ritrovarsi indietro di centinaia di anni.
La mia passeggiata nella grotta
Il passaggio dalla luce del giorno al buio è improvviso, ma la grotta è illuminata con cura, in modo da far risaltare le sue forme. Alla prima grande curva una corrente d’aria fredda e potente ti fa correre un brivido lungo la schiena, e non è solo per il freddo: è timore, è rispetto. Non capisci bene da dove arrivi quell’ondata, ma capisci subito che la grotta è viva.


Durante la passeggiata ero quasi sola, avvolta dalla melodia che accompagna i visitatori lungo il percorso: poche note che quasi ti cullano. Facendo attenzione, in alcuni punti si vedono e si sentono le gocce d’acqua che scendono dall’alto. In certi tratti, invece, viene riprodotto lo scroscio dell’acqua, per rendere la passeggiata ancora più immersiva.
Per chi entra dal lato sud, il tratto finale della grotta riserva le concrezioni più particolari. Da lontano sembrano una scalinata, ma sono vere e proprie vaschette di calcare che d’inverno si riempiono d’acqua. Se ne incontrano altre lungo il percorso, ma qui la natura ne ha disegnate tante, una sopra l’altra, con un ordine armonioso.


L’uscita nord, nella foresta del Marganai, la conosco bene: è legata a tanti picnic. Oggi però si può uscire da quel lato solo con il biglietto giornaliero, che permette di entrare e uscire da entrambi gli ingressi. Io sono arrivata nel tardo pomeriggio e ho scelto la visita autonoma, tornando indietro fino al parcheggio dell’ingresso sud. Se invece si passa l’intera giornata in zona, il giornaliero è un’ottima idea.

Grotta di San Giovanni: informazioni pratiche
Dove si trova. La grotta è a circa 2-3 chilometri dal centro di Domusnovas, nel Sulcis-Iglesiente (provincia del Sud Sardegna), ai piedi del massiccio del Marganai. Da Domusnovas si segue via Roma in direzione delle grotte: le indicazioni sono chiare.
Come arrivare. In auto, da Cagliari si percorre la SS130 in direzione Iglesias e si esce a Domusnovas. Il paese è servito anche dagli autobus ARST da Cagliari e da Iglesias, ma dalla fermata alla grotta restano un paio di chilometri da fare a piedi.
Parcheggio. I parcheggi sono davanti all’ingresso sud, dal lato della chiesetta di San Giovanni: si lascia l’auto e si entra a piedi. Le fonti lo indicano come ampio e gratuito. Alcuni cartelli segnalano aree con divieto.

Orari. La grotta è aperta tutti i giorni con orario continuato. Gli orari cambiano con le stagioni: nell’estate 2026 era aperta dalle 9 alle 19, mentre in autunno e inverno l’orario si accorcia. Prima di partire conviene controllare sul sito ufficiale o telefonare al 348 055 3309. Con forti piogge le visite possono essere sospese per allerta meteo.
Biglietti. Dal 2020, dopo i lavori di riqualificazione, l’ingresso è a pagamento. Le tariffe sul sito ufficiale:
- visita autonoma: 8 € intero, 5 € ridotto;
- visita interattiva (con app): 10 € intero, 6 € ridotto;
- visita guidata: 12 € intero, 7,50 € ridotto, il sabato e la domenica alle 11, alle 14 e alle 16;
- biglietto giornaliero: 2 € in più sulla visita scelta, per entrare e uscire durante la giornata.
Il ridotto vale per i bambini dai 6 ai 12 anni e per gli over 65; con il pacchetto famiglia si estende fino ai 18 anni. La prenotazione è consigliata, soprattutto per guidate e interattive. Chi attraversa la grotta in bici o di corsa paga un passaggio da 2 €, solo in una breve finestra oraria al mattino.
Durata. Il percorso principale si cammina in 30-40 minuti con calma. La visita guidata dura circa un’ora e mezza. Io sono rimasta dentro per quasi due ore, in autonomia, percorrendo la grotta due volte e osservando ogni piccolo dettaglio.
Difficoltà e accessibilità. Facile: si cammina sulla vecchia strada, in piano o quasi. Il fondo in alcuni punti è irregolare e umido, quindi servono scarpe con una buona suola. Le fonti sconsigliano passeggini e carrozzine: per esigenze specifiche è meglio chiedere al telefono.

Cosa portare. Dentro fa fresco anche ad agosto: una felpa leggera è utile tutto l’anno. Nelle giornate calde la grotta diventa un buon rifugio nelle ore centrali.
Servizi. All’ingresso sud ci sono biglietteria, infopoint e servizi igienici. La biglietteria è anche un piccolo punto ristoro che vende snack e bibite fresche.
Quando andare. Va bene in ogni stagione. In estate è un riparo dal caldo, in primavera e autunno si abbina bene a una camminata nel Marganai. Nei fine settimana d’estate e durante gli eventi c’è più gente: chi cerca silenzio sceglie un giorno feriale, di mattina presto.
Quanto tempo dedicare alla grotta
Mezza giornata
Arrivo a Domusnovas in mattinata, visita della grotta con calma, uscita nord verso il Marganai e ritorno. Se fa caldo, è la tappa giusta per le ore centrali.
Una giornata
Grotta di San Giovanni al mattino, pranzo a Domusnovas o al sacco nel Marganai, pomeriggio tra i boschi della valle di Oridda o a Iglesias, con il suo centro storico.
Uno slow weekend nel Sulcis-Iglesiente
Si può unire la grotta al Tempio di Antas e alla Grotta di Su Mannau, entrambi nel territorio di Fluminimaggiore, oppure scendere verso la costa di Nebida e Masua.
Cosa vedere nei dintorni di Domusnovas
Foresta del Marganai e valle di Oridda
Dall’uscita nord si entra in un paesaggio di lecci e sughere, con sentieri e vecchie strade minerarie.
Arrampicata sportiva
Le pareti a strapiombo agli ingressi della grotta, insieme alle falesie di Oridda, sono uno dei luoghi di arrampicata sportiva di Domusnovas, frequentati da principianti ed esperti. All’uscita nord, verso il Marganai, c’è un settore di vie sulla roccia.
Iglesias
La città delle miniere, con il centro storico, la cattedrale e le memorie del lavoro in sottosuolo.
Tempio di Antas e Grotta di Su Mannau
Nel territorio di Fluminimaggiore: un tempio punico-romano in una valle silenziosa e un’altra grotta, molto diversa da questa.
Mappa

Domande frequenti sulla Grotta di San Giovanni
Quanto costa entrare nella Grotta di San Giovanni?
La visita autonoma costa 8 € (5 € ridotto), quella interattiva 10 € (6 € ridotto), la guidata 12 € (7,50 € ridotto). Il ridotto vale per bambini dai 6 ai 12 anni e over 65.
Quali sono gli orari della grotta?
È aperta tutti i giorni con orario continuato, che cambia con le stagioni: nell’estate 2026 dalle 9 alle 19. Prima di partire controlla sul sito ufficiale o al 348 055 3309.
Quanto è lunga la grotta e quanto dura la visita?
La galleria principale misura circa 850 metri. A piedi si attraversa in 30-40 minuti, la visita guidata dura circa un’ora e mezza.
Dove si parcheggia?
I parcheggi sono davanti all’ingresso sud, accanto alla chiesetta di San Giovanni, a circa 2-3 chilometri dal centro di Domusnovas.
Si può ancora attraversare la grotta in auto?
No. Le auto ci sono passate fino al 1999, poi la grotta è diventata monumento naturale. Oggi si entra a piedi, oppure in bici o di corsa con l’apposito biglietto.
La grotta è adatta ai bambini?
Sì, il percorso è facile e in piano. Dentro fa fresco tutto l’anno, quindi porta una felpa. Le fonti sconsigliano passeggini e carrozzine per il fondo irregolare.
GROTTA DI SAN GIOVANNI · IN BREVE
Dove
A 2-3 km da Domusnovas, nel Sulcis-Iglesiente. Parcheggi all’ingresso sud, accanto alla chiesetta.
Lunghezza
Circa 850 m di galleria su una vecchia strada, chiusa alle auto dal 1999.
Orari
Aperta tutti i giorni, con orario continuato che cambia con la stagione. Verifica prima di partire.
Biglietti
Da 8 € (ridotto 5 €). Guidata 12 €, nel weekend alle 11, 14 e 16.
Cosa portare
Felpa leggera e scarpe con una buona suola: dentro è fresco e il fondo è umido.
Nei dintorni
Foresta del Marganai, valle di Oridda, Iglesias, Tempio di Antas e Su Mannau.
Uscire dalla grotta
Per chi ama viaggiare lentamente, entrare in una grotta è sempre una buona scelta: si cammina piano, si ascolta, si guarda. La Grotta di San Giovanni, poi, è una delle poche al mondo attraversate da una strada, e merita di essere percorsa almeno una volta.
Per più di un secolo questa strada ha portato a valle il minerale della valle di Oridda. Oggi è un pezzo di storia che possiamo ancora attraversare, protetto dai gas di scarico che l’avrebbero annerita e consumata. Nella parte più bassa delle pareti si vedono ancora i segni del nerofumo lasciato dalle auto, ma la grotta si sta lentamente rigenerando. Camminarci dentro, in silenzio, ha il sapore di un privilegio.
Ti è piaciuto questo post? Hai trovato delle info utili?
CONDIVIDILO O LASCIA UN COMMENTO! 🖤

