Spiaggia principale dell'Isola di Mal di Ventre vista dal drone, con ombrelloni sulla sabbia bianca e acqua turchese

L’Isola di Mal di Ventre è una piccola isola disabitata di fronte alla costa del Sinis, nel comune di Cabras. Si raggiunge solo in barca, fa parte dell’Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre e non ha servizi: niente bar, niente ombra, niente acqua dolce. In cambio ha un mare pulitissimo, calette di sabbia e quarzo e un silenzio che sulla terraferma, ad agosto, non trovi.

Ci sono stata ad agosto 2026, partendo da Mari Ermi con un caro amico che nel Sinis è nato, ma oggi vive in Svizzera. L’idea è nata da un suo ricordo d’infanzia, e così ci siamo imbarcati senza pensarci troppo.

L’impatto è forte. Quando la barca si avvicina vedi una lingua di terra bassa e selvaggia, coperta di macchia mediterranea che ad agosto è arida, quasi bruciata. Poi guardi giù e l’acqua è così pulita e trasparente che il fondale sembra vicino anche dove non lo è. Il sole picchia senza tregua, perché sull’isola non c’è un albero sotto cui ripararsi.

Lo sbarco è una sorpresa. La sabbia è bianchissima e fine, soffice sotto i piedi. Sulla spiaggia un coniglio selvatico si avvicina senza paura a curiosare. È mezzogiorno, eppure ci sono pochissime persone, qualche ombrellone e tanto spazio libero.

L’isola è piccola e si può vedere quasi tutta a piedi. Devi solo decidere cosa sacrificare: io ho rinunciato al relax da spiaggia per camminare e scoprire cinque calette sul lato più riparato. Ti racconto come organizzarti, cosa vedere e cosa sapere prima di partire.

Piante secche in primo piano e una spiaggia con pochi ombrelloni sull'acqua turchese, con la costa della Sardegna all'orizzonte
Caletta a mezzaluna vista dall'alto, con sabbia chiara, macchia verde e fondale scuro
Macchia bassa verde che scende verso una cala di sabbia chiara e il mare turchese, con la costa sarda all'orizzonte

Dove si trova l’Isola di Mal di Ventre

Mal di Ventre si trova al largo della costa occidentale della Sardegna, davanti a Mari Ermi e Putzu Idu, a circa 9 km dalla costa. È lunga circa 2,5 km e larga al massimo un chilometro, per una superficie di poco più di 80 ettari. È piatta: il punto più alto supera di poco i 18 metri, dove si trova il faro.

Il nome sembra strano, ma non c’entra lo stomaco. In sardo l’isola si chiamava Malu Entu, “vento cattivo”, per il maestrale che la spazza per buona parte dell’anno. La traduzione italiana, sbagliata, è diventata Mal di Ventre.

Il vento spiega anche la sua forma. La costa occidentale è alta, rocciosa e senza approdi sicuri. La costa orientale, rivolta verso la Sardegna, è più bassa e protetta, con piccole calette di sabbia e granelli di quarzo. È lì che sbarcano le barche ed è lì che si passa la giornata.

L’Area Marina Protetta: cosa sapere prima di andare

Mal di Ventre fa parte dell’Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre. Le regole servono a proteggere un ambiente fragile: le praterie di posidonia, le tartarughe marine, gli uccelli che nidificano sull’isola.

Cosa non si fa: non si prelevano sabbia, sassi, conchiglie o organismi marini, non si pesca senza autorizzazione e non si ancora sulla posidonia. L’isola è divisa in tre zone di protezione (A, B e C), con regole diverse: la zona A è quella più tutelata. Le spiegano a bordo prima dello sbarco, quindi ascolta bene e rispetta i confini.

Ancoraggio con barca propria: il disciplinare dell’Area Marina consente l’ancoraggio libero a Cala Saline e Cala dei Pastori, in zona C, evitando le praterie di posidonia.

Rifiuti: sull’isola non ci sono cestini. Tutto quello che porti, lo riporti indietro.

Donna con cappello che entra nell'acqua bassa e limpida accanto al pontile, tra rocce chiare e legni portati dal mare

Come arrivare all’Isola di Mal di Ventre

Si arriva solo via mare. Le soluzioni sono due: un’escursione organizzata oppure una barca a noleggio.

Escursione in barca da Mari Ermi

È la soluzione più semplice e quella che ho scelto io. Mi sono imbarcata con SeaNext dalla spiaggia di Mari Ermi. La traversata dura circa 40 minuti, su gommoni bimotore da una quindicina di posti, e durante il tragitto la guida racconta l’isola: la vegetazione, le spiagge, i fondali e i relitti che li rendono così interessanti per chi fa snorkeling.

Una volta a terra hai circa cinque ore. Il servizio funziona come una navetta: i gommoni fanno diverse corse durante la giornata, portano nuovi gruppi e riaccompagnano a Mari Ermi chi ha finito il proprio turno. Per questo sull’isola non c’è mai la folla tutta insieme.

Con barca propria o a noleggio

Partenza: spiaggia di Mari Ermi, con SeaNext.
Orari: non fissi, si concordano alla prenotazione in base ai posti liberi e alle condizioni del mare.
Traversata: circa 40 minuti.
Tempo a terra: circa 5 ore.

Costo (agosto 2026): 30 € adulti, 20 € bambini dai 3 ai 10 anni, gratis fino ai 2 anni.

Prenotazione: per telefono o all’info point sulla spiaggia di Mari Ermi; i contatti aggiornati sono sul sito isoladimaldiventre.com

Nel golfo di Oristano si noleggiano gommoni anche senza patente, fino a 40 CV. È un’opzione che dà più libertà, ma richiede un minimo di esperienza in mare: il maestrale può alzarsi in fretta e la costa ovest non offre ripari. Se scegli questa strada, controlla il meteo e le regole di ancoraggio dell’Area Marina prima di partire.

Grande boa gialla arenata su una spiaggia di ciottoli, con la costa bassa e la macchia mediterranea sullo sfondo
Costa granitica dell'Isola di Mal di Ventre con steppa arida, piccole calette di sabbia e mare blu
Costa bassa con rocce chiare e acqua turchese, e un'insenatura sullo sfondo

Cosa vedere sull’Isola di Mal di Ventre

Cinque ore sembrano tante, ma passano in fretta se vuoi camminare. Io ho seguito il lato orientale, il meno selvaggio e il meno ventoso, e ho visto cinque calette.

Cala del Pontile

È uno dei punti di sbarco e di passaggio principali, quindi probabilmente la prima che vedrai. Fondo di ciottoli e acqua trasparente. Sembra una piccola piscina con acqua bassa e riscaldata.

Cala Saline

È la spiaggia principale dell’isola, la più ampia e conosciuta, ed è qui che approdano le barche da Mari Ermi. La sabbia è finissima, mescolata a granelli di quarzo, e ricorda le spiagge di Mari Ermi e Is Arutas dall’altra parte del mare. L’acqua è bassa e trasparente. Se guardi con attenzione, in alcuni punti del fondale si aprono piccoli buchetti da cui salgono bollicine, come minuscoli geyser.

Cala del Nuraghe

Una caletta piccola con fondo di ciottoli, adatta a una sosta tranquilla. Prende il nome dal nuraghe che si trova a pochi metri dalla riva.

Cala di Nord-Est

Un’insenatura riparata, con una bella vista sul mare aperto e acqua trasparente.

Cala dei Pastori

Una caletta di sabbia, amata da chi fa snorkeling per i fondali limpidi. Il nome ricorda i pastori che un tempo portavano qui il bestiame; sulla spiaggia restano tracce delle loro costruzioni.

Il nuraghe e le tracce della storia

Mal di Ventre oggi è disabitata, ma non lo è sempre stata. Sull’isola sono state trovate punte di freccia in ossidiana del Neolitico e tracce di presenza fenicio-punica e romana. Vicino a Cala dei Pastori resta un nuraghe bilobato, in parte crollato in mare.

Nei fondali intorno all’isola riposano diversi relitti. Il più noto è una nave romana di circa 36 metri, affondata nel I secolo a.C. con un carico di lingotti di piombo.

La natura dell’isola

La vegetazione è bassa, piegata dal vento: lentisco, cisto, rosmarino, palma nana. Tra i cespugli vivono conigli selvatici e testuggini, mentre sopra la costa volano il falco della regina, i cormorani e le berte. In mare, con un po’ di fortuna, si vedono i delfini. Il coniglio selvatico che mi ha accolto appena sbarcata sembrava socievole, quasi abituato agli umani.

La Repubblica di Malu Entu

C’è anche una storia curiosa. Nel 2008 un gruppo di indipendentisti guidati da Salvatore Meloni occupò l’isola e proclamò la “Repubblica di Malu Entu”, chiedendone il riconoscimento internazionale. L’occupazione finì con uno sgombero nel gennaio 2009. Oggi resta un aneddoto, ma racconta bene quanto quest’isola sembri un mondo a parte.

Quando andare

Le escursioni si fanno nella bella stagione, indicativamente in estate. Ad agosto il caldo è forte e la macchia è secca, ma il mare è al suo meglio. Giugno e settembre sono più gentili per camminare.

Il fattore decisivo è il vento. Con il maestrale le uscite possono essere annullate o rinviate: tieni un giorno di margine se sei in vacanza nel Sinis.

Donna in costume verde seduta sul bordo del pontile di pietra, con i riflessi del sole sull'acqua bassa

Consigli per viverla con calma

Cinque ore sotto il sole, senza un punto di riparo, richiedono qualche precauzione. Il segreto è portare l’essenziale senza appesantirsi.

Acqua e cibo: devono bastare per tutte e cinque le ore. Sull’isola non c’è nulla.

Sole: il sole è cocente. Crema solare, cappello e una maglietta per le camminate; un ombrellone leggero fa la differenza.

Scarpe da scoglio: indispensabili se vuoi esplorare il lato più roccioso e selvaggio dell’isola.

Snorkeling: maschera e pinne, e se ce l’hai una action cam. I fondali sono bellissimi.

Rifiuti: una busta per riportare tutto indietro.

Il mio consiglio è di non voler vedere tutto. Scegli due o tre calette, cammina nelle ore meno calde e concediti un bagno lungo. Viste le dimensioni dell’isola, la tentazione di girarla tutta è forte, ma non serve: quello che non vedi oggi resta lì ad aspettarti.

Luoghi nelle vicinanze

Mal di Ventre si abbina bene a una giornata o a un weekend nel Sinis:

Le spiagge di quarzo del Sinis: Is Arutas, Mari Ermi e Maimoni, da cui partono le barche
Putzu Idu e Sa Mesa Longa
Il villaggio di San Salvatore di Sinis
Tharros e la Torre di San Giovanni
Sinis: 6 luoghi straordinari

Viste le dimensioni dell’isola, la tentazione di girarla tutta è forte, ma non serve: quello che non vedi oggi resta lì ad aspettarti.

Domande frequenti sull’Isola di Mal di Ventre

Si può sbarcare sull’Isola di Mal di Ventre? Sì. Le escursioni da Mari Ermi lasciano i visitatori sull’isola per circa cinque ore. L’isola è divisa in zone di protezione A, B e C, spiegate a bordo prima dello sbarco.

Come si arriva a Mal di Ventre? Solo in barca: con un’escursione organizzata da Mari Ermi (circa 40 minuti di traversata), oppure con un gommone a noleggio.

Quanto tempo si resta sull’isola? Con l’escursione che ho fatto io, circa cinque ore. Le barche fanno la spola durante la giornata.

Quanto costa l’escursione a Mal di Ventre? Ad agosto 2026 il biglietto con SeaNext costava 30 € per gli adulti e 20 € per i bambini dai 3 ai 10 anni.

Ci sono servizi sull’isola? No. Niente bar, bagni, acqua o ombra. Porta tutto il necessario e riporta indietro i rifiuti.

Quali sono le spiagge più belle? Le calette del lato est, più riparate: Cala Saline, Cala dei Pastori, Cala del Nuraghe.

Perché si chiama Mal di Ventre? Dal sardo Malu Entu, “vento cattivo”, per il maestrale. Il nome italiano nasce da una traduzione sbagliata.

Conclusione

Solo ora capisco il desiderio del mio amico di tornare sull’Isola di Mal di Ventre. È quel richiamo ancestrale che molti sardi emigrati sentono forte. Quest’isola è un ritorno al passato, e il suo essere incontaminata ha un’attrattiva viscerale.

Rientrati a Mari Ermi, siamo rimasti sulla spiaggia ancora un’ora. Era una di quelle giornate limpide in cui l’isola si vede in lontananza. L’abbiamo salutata in silenzio, con il sole che tramontava alle sue spalle e la promessa di tornarci l’anno prossimo.


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