Torre d'ingresso di Porto Flavia con la scritta Porto Flavia e la data MCMXXIV, aggrappata alla parete di calcare

Porto Flavia è un porto scavato dentro la falesia di Masua, sulla costa mineraria di Iglesias. Due gallerie sovrapposte attraversano la montagna e si affacciano sul mare a metà parete, davanti al Pan di Zucchero. Da qui, per quasi quarant’anni, il piombo e lo zinco delle miniere del Sulcis-Iglesiente scendevano direttamente nelle stive delle navi.

Ci sono stata tante volte, in stagioni diverse, e ogni volta mi ha mostrato un lato nuovo. A maggio 2021 sono arrivata sulla spiaggia di ciottoli sotto la falesia con il cielo coperto e il mare grigio, senza fretta di andare da nessuna parte. A febbraio 2022 sono entrata in galleria con il caschetto in testa, insieme a un piccolo gruppo e alla guida. A maggio 2026 l’ho guardata dall’alto, con il drone, e ho capito finalmente quanto è piccola la torre d’ingresso rispetto alla montagna che la contiene.

Non avevo ancora il drone, e non immaginavo quanto fosse bello Porto Flavia visto dal mare. Lo stupore più grande è arrivato in fondo alla galleria: oltre la ringhiera, davanti a me, c’era il Pan di Zucchero.

In questa guida trovi come si visita Porto Flavia oggi, con orari, biglietti e consigli pratici, e un modo lento per passare una giornata intera sulla costa tra Iglesias, Nebida e Masua.

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Iglesias, Sardegna: le vie degli ombrelli colorati e le mura pisane | 4K

Cos’è Porto Flavia

Porto Flavia non è una miniera, anche se molti la chiamano così. È un porto di imbarco: serviva a caricare sulle navi il minerale estratto nelle miniere vicine, che fanno parte del complesso di Masua.

Lo progettò l’ingegnere veneto Cesare Vecelli e fu inaugurato nel 1924, dopo circa due anni di lavori. Prende il nome dalla sua figlia primogenita, Flavia. Il nome si legge ancora sulla torre in stile medievale che segna l’ingresso, insieme alla data in numeri romani.

Prima di Porto Flavia, il minerale veniva caricato a mano su piccole barche a vela e portato fino a Carloforte, dove passava sui piroscafi. Era un lavoro lento e faticoso. Vecelli pensò di scavare la montagna e portare il minerale direttamente alle navi.

Nella roccia vennero aperte due gallerie sovrapposte. In quella superiore arrivava il minerale, che veniva scaricato in nove grandi silos scavati tra le due gallerie, capaci di contenere fino a 10.000 tonnellate. Da lì scendeva nella galleria inferiore, dove un nastro trasportatore lo portava fino a un braccio mobile sospeso sul mare, che lo versava direttamente nelle stive.

Il porto restò in funzione fino agli anni Sessanta del Novecento. È stato restaurato nei primi anni Duemila e oggi si visita solo con le guide.

Com’è la visita a Porto Flavia

La visita dura circa 50 minuti ed è sempre guidata. Si entra con il caschetto, che ti danno all’ingresso, e si cammina prima nella galleria superiore: circa 600 metri su un fondo sterrato abbastanza regolare, dentro la roccia viva. La luce arriva solo dalle lampade e la temperatura cambia appena entri.

Due visitatori con il caschetto arancione camminano nella galleria di Porto Flavia scavata nella roccia, accanto a finestre con grata
In galleria con il caschetto, verso il mare.
Ingresso di una galleria scavata nella roccia rosata, con un vecchio pannello verde fissato alla parete
La roccia viva all’ingresso della galleria.

Poi si scende alla galleria inferiore, lunga circa 100 metri, con una scala di 108 gradini. È la parte più bella: la galleria si apre all’improvviso sul mare, a metà della falesia, e davanti c’è il Pan di Zucchero. Si torna indietro dalla stessa strada.

A febbraio 2022 eravamo un gruppo piccolo, tutti con la mascherina e il caschetto. La guida era molto preparata e amava profondamente il Sulcis-Iglesiente. Ci ha raccontato di un suo parente che aveva lavorato proprio qui. Ho provato a immaginare i minatori che scendevano quelle scale per andare al lavoro e si ritrovavano davanti il mare e il Pan di Zucchero, ogni giorno.

Informazioni pratiche: biglietti, orari e prenotazione

Porto Flavia è gestito dal Comune di Iglesias. Le informazioni qui sotto vengono dal sito di Iglesias Turismo e sono aggiornate a ottobre 2026. Prezzi e fasce orarie possono cambiare con la stagione, quindi controllale sempre prima di partire.

Biglietti. Intero 13 €. Ridotto 8 € per ragazzi dai 6 ai 12 anni, over 65 e pellegrini del Cammino di Santa Barbara con credenziale. Gruppi di almeno 20 adulti 10 €.

Prenotazione. Gli ingressi sono contingentati per sicurezza, quindi conviene comprare il biglietto in anticipo. Si acquista online dal sito ufficiale, all’Ufficio del Turismo in piazza Municipio a Iglesias o alla biglietteria di Porto Flavia. Non si prenota per telefono né per email.

Orari. Le visite partono a fasce orarie fisse, che cambiano durante l’anno. Le trovi nel modulo di acquisto sul sito ufficiale. Presentati in biglietteria 15 minuti prima con la ricevuta: se arrivi in ritardo perdi la visita e non c’è rimborso.

Durata e difficoltà. Circa 50 minuti. La galleria superiore è in piano, la scala di 108 gradini è il tratto più impegnativo. È sconsigliata in gravidanza e a chi ha problemi motori o cardiaci. La galleria superiore è accessibile a persone con disabilità motoria con un accompagnatore, valutando caso per caso.

Cosa indossare. Scarpe chiuse e comode, obbligatorie. Niente infradito, tacchi o costume. Porta una felpa leggera anche d’estate: in galleria è fresco.

Parcheggio. C’è un piccolo parcheggio vicino al sito, a circa 200 metri a piedi dalla biglietteria. La pagina italiana del sito ufficiale lo indica come gratuito.

Bambini e animali. I bambini sotto l’anno entrano solo nel marsupio anteriore. Gli animali non sono ammessi.

Contatti. Ufficio del Turismo di Iglesias, piazza Municipio 1, tel. 0781 274507, infoturistiche@comune.iglesias.ca.it.

Quando andare. Si visita tutto l’anno. In primavera e in autunno la luce è più morbida e c’è meno gente. D’estate prenota con diversi giorni di anticipo: i posti finiscono in fretta.

Se invece preferisci una visitata guidata, ti consiglio questa:*

Come arrivare a Porto Flavia

In auto. Da Cagliari prendi la SS130 fino a Iglesias, poi la SS126 verso Gonnesa. Poco prima di Gonnesa svolta sulla SP83 e segui le indicazioni per Masua e Porto Flavia. Da Iglesias sono circa 20 km di strada costiera, da Cagliari conta circa un’ora e mezza.

La costa mineraria si gira bene solo in auto: le soste sono tante e i mezzi pubblici non arrivano fino alla falesia. Se atterri a Cagliari, il noleggio auto all’aeroporto di Elmas* ti permette di partire subito verso il Sulcis-Iglesiente.

Con i mezzi. Iglesias si raggiunge in treno da Cagliari. Per gli ultimi chilometri fino a Masua serve però un’auto o un taxi: in alcune estati il Comune ha attivato una navetta stagionale, controlla sul sito ufficiale se è in servizio.

Il Pan di Zucchero, il faraglione davanti a Porto Flavia

Il Pan di Zucchero è alto 133 metri ed è considerato il faraglione più alto del Mediterraneo. È di calcare del Cambriano, chiaro e quasi puro, e si è staccato dalla costa per l’erosione del mare. Un canale di circa 300 metri, spesso mosso, lo separa dalla scogliera di Punta Is Cicalas.

In sardo si chiama Concali su Terràinu. Il nome che usiamo oggi arriva da lontano, dal Pão de Açúcar di Rio de Janeiro, e si è imposto già nel Settecento. Intorno ci sono altri faraglioni più piccoli, tra cui s’Agusteri e il Morto.

Il Pan di Zucchero visto dall'alto, un faraglione di calcare bianco nel mare blu davanti alla falesia di Masua
Il Pan di Zucchero dal drone.

Dall’alto, a maggio, il mare intorno era di un blu pieno, e il faraglione sembrava molto più grande di come appare dalla strada. Il bianco candido del calcare ne mette ancora più in risalto la grandezza e la maestosità

Per vederlo dal mare si parte in gommone o in barca da Masua. Chi preferisce organizzarsi online trova anche un giro in barca tra Buggerru e Masua* che passa davanti al Pan di Zucchero: controlla bene il programma, perché le soste cambiano con il meteo.

La spiaggia di Masua e la costa sotto la falesia

Sotto la falesia c’è la spiaggia di Masua: sabbia chiara, acqua turchese e, sulla riva, i ruderi in pietra delle vecchie strutture minerarie. Davanti, a poca distanza dalla costa, c’è il Pan di Zucchero.

Spiaggia di sabbia chiara con i ruderi in pietra di un vecchio edificio minerario e l'acqua turchese davanti
La spiaggia di Masua, con i resti delle strutture della miniera.

A maggio 2021, la prima volta, non sono entrata a Porto Flavia. Sono scesa al mare per un sentiero tra i pini e sono rimasta qui, sotto la falesia, con il faraglione davanti.

Dal molo il Pan di Zucchero si vede per intero, con la falesia bianca alle spalle. È un buon posto per fermarsi dopo la visita, o per un bagno nelle giornate calde.

Nebida e la Laveria Lamarmora

Sulla strada tra Iglesias e Masua si passa da Nebida, un piccolo borgo minerario affacciato sul mare. All’inizio del Novecento ci vivevano circa 3.000 persone, oggi sono un centinaio.

Sotto il paese, quasi sull’acqua, c’è la Laveria Lamarmora, costruita nel 1897 per lavare e separare il piombo e lo zinco. È fatta di grandi volumi in pietra che scendono a gradoni verso il mare, collegati da archi, con due ciminiere ai lati. Ci sono stata nel 2017. Allora non vivevo in Sardegna e amavo scoprirla lentamente, come una turista.

Oggi la laveria è chiusa per lavori di messa in sicurezza: la si guarda dall’alto, dal belvedere lungo la strada, da cui si vede anche il Pan di Zucchero.

Il tramonto da quassù vale la sosta. In estate il sole scende proprio dietro il mare, e il faraglione diventa una sagoma scura nella luce arancione. La strada per Masua è una delle più panoramiche della Sardegna e va percorsa lentamente, assaporando ogni cambiamento di luce.

Tramonto arancione sulla costa di Masua, con il Pan di Zucchero e la falesia in controluce
Il tramonto sul Pan di Zucchero, visto dall’alto.

Iglesias, da dove iniziare

Iglesias è la città delle miniere, e la costa di Porto Flavia fa parte del suo territorio. Merita una mattina, o almeno qualche ora prima di scendere verso il mare.

Il centro storico è raccolto e si gira bene a piedi, tra piazze, palazzi colorati e vicoli in salita. Per me, il punto di partenza è sempre la grande Piazza Sella; qui si trova facilmente parcheggio e, in pochi minuti, si può scegliere il percorso verso il castello e le mura pisane (in salita) o la passeggiata tra i colorati vicoli del centro storico.

A ottobre 2026, quando ci sono passata, sopra le vie del centro erano appesi decine di ombrelli colorati. Si cammina con il naso all’insù, e la luce arriva sul selciato a macchie di colore.

Ombrelli rossi, viola e verdi appesi davanti a una facciata arancione con balconi in ferro battuto, visti dal basso
Il colore degli ombrelli e quello delle facciate.

Più in alto ci sono le mura pisane e il Castello di Salvaterra, da cui si guarda la città dall’alto. Una lunga scalinata in pietra sale lungo le mura, tra l’erba e qualche albero.

Tratto delle mura pisane di Iglesias con i merli in pietra, accanto a una scalinata e a un albero in fiore
Le mura pisane e la scalinata che le costeggia.

Le mura le hanno costruite i pisani, nel Medioevo, e lungo il loro percorso resta ancora qualche torre, oggi circondata da orti, ulivi e case. Dall’alto si capisce bene come la cinta segnasse il confine della città.

Ho raccontato la città nel mio video su Iglesias, che trovi all’inizio dell’articolo.

Una giornata lenta sulla costa mineraria di Iglesias

Porto Flavia si visita in meno di un’ora, ma la costa intorno chiede tempo. Ecco come la organizzerei io, senza correre.

Mattina: Iglesias

Colazione in centro e una passeggiata tra le vie del centro storico, fino alle mura. Poi si parte verso la costa sulla SP83.

Tarda mattinata: Nebida

Prima sosta al belvedere di Nebida, per guardare la Laveria Lamarmora dall’alto e vedere comparire il Pan di Zucchero.

Primo pomeriggio: Porto Flavia

La visita guidata, con il biglietto già prenotato. Arriva con un po’ di anticipo: il parcheggio è piccolo e devi camminare fino alla biglietteria.

Pomeriggio e tramonto: Masua

Una passeggiata fino al mare sotto la falesia, poi il tramonto dall’alto, sulla strada del ritorno. Se hai ancora tempo, puoi proseguire fino a Buggerru.

Luoghi nelle vicinanze

Grotta di San Giovanni (Domusnovas). Una strada di circa 850 metri dentro la montagna, a mezz’ora da Iglesias. Ci ho fatto un silent walk in 4K.

Fontanamare e Porto Paglia. A sud di Nebida, verso Gonnesa, la costa si apre in una lunga spiaggia di sabbia, con la vecchia casa del pescatore di Porto Paglia.

Buggerru. Il borgo minerario più a nord della costa, con il suo porticciolo.

Tempio di Antas (Fluminimaggiore). Un tempio romano in una valle verde, a circa mezz’ora da Iglesias verso nord.

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Un’esperienza

Vedere il Pan di Zucchero da vicino

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Domande frequenti su Porto Flavia

Quanto costa visitare Porto Flavia?

Il biglietto intero costa 13 €, il ridotto 8 € (ragazzi 6-12 anni, over 65). Prezzi aggiornati a ottobre 2026 dal sito ufficiale di Iglesias Turismo.

Bisogna prenotare la visita?

Sì, conviene. Gli ingressi sono contingentati e d’estate i posti finiscono in fretta. Il biglietto si compra online sul sito ufficiale, all’Ufficio del Turismo di Iglesias o alla biglietteria del sito.

Quanto dura la visita?

Circa 50 minuti, sempre con la guida. Si percorrono la galleria superiore (circa 600 metri) e la galleria inferiore (circa 100 metri), collegate da una scala di 108 gradini.

Porto Flavia è una miniera?

No. È un porto di imbarco scavato nella falesia, costruito nel 1924 per caricare sulle navi il minerale delle miniere di Masua e dei dintorni.

Si vede il Pan di Zucchero da Porto Flavia?

Sì. La galleria inferiore si apre sul mare proprio davanti al Pan di Zucchero, il faraglione alto 133 metri.

Si può fare il bagno a Porto Flavia?

Durante la visita no, e non si entra in costume. Sotto la falesia c’è una piccola spiaggia di ciottoli, raggiungibile a piedi.

PORTO FLAVIA · IN BREVE

Dove

Masua, sulla costa di Iglesias, a circa 20 km dalla città lungo la SP83.

Biglietti

Intero 13 €, ridotto 8 €. Da prenotare in anticipo sul sito ufficiale.

Durata

Circa 50 minuti, sempre con la guida. In biglietteria 15 minuti prima.

Percorso

600 m di galleria in piano, poi 108 gradini fino alla galleria sul mare.

Cosa portare

Scarpe chiuse, obbligatorie, e una felpa leggera: in galleria è fresco.

Nei dintorni

Pan di Zucchero, Nebida e la Laveria Lamarmora, Iglesias, Grotta di San Giovanni.

Tornare a Porto Flavia

Ogni volta che sono tornata, Porto Flavia era un posto diverso. Una spiaggia grigia e silenziosa, una galleria buia che a un certo punto si apre sul mare, una torre minuscola vista dal cielo. Forse è questo che mi riporta qui: non c’è un solo modo di guardarla.

Ogni volta mi sorprende. Lungo la litoranea mi fermo sempre più spesso del previsto, in uno dei tanti punti panoramici, a guardare quanto è grande questo pezzo di costa.

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